Benvenuti nel mio playground digitale

Simone Ercoli

Software Engineer Ph.D.

Quando non scrivo codice, mi trovi con un libro in mano o con la canna da pesca sulla riva del lago. Questo è il mio spazio personale dove condivido le mie passioni.

Chi Sono

Un ingegnere con l'anima del lettore

Sono un ingegnere informatico con anni di esperienza nel mondo dello sviluppo software e un dottorato di ricerca in ingegneria informatica conseguito presso l'Università degli Studi di Firenze.
Sono sposato con Natascia e vivo a Pistoia in una casa nel bosco.
La mia giornata tipo oscilla tra righe di codice, pagine di libri e, quando posso, qualche ora in riva al lago con la canna da pesca. Ogni tanto non disdegno anche una bella girata in moto.

Credo fermamente che le migliori idee nascano quando la mente è libera di vagare. Per questo alterno il lavoro intenso a momenti di pura contemplazione: che sia immerso in un romanzo o aspettando che un pesce abbocchi.

Questo sito è il mio angolo personale dove raccolgo pensieri, recensioni di libri e racconti delle mie avventure di pesca. Un diario digitale delle cose che amo.

Ricerca & Sviluppo

PhD dedicato alla creazione di architetture software solide, pulite ed eleganti

Problem Solving

Trasformo idee complesse in soluzioni semplici

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Lettura, pesca e tutto ciò che stimola la mente

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Radicato nella quiete dei boschi toscani, tra natura e tecnologia

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YOLO Pose Estimation
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YOLO Pose Estimation

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Copertina di Ender 3. Xenocidio
Fantascienza

Ender 3. Xenocidio

Orson Scott Card

Terzo volume del ciclo, e il più ambizioso e sbilanciato dei primi tre. Card riprende Lusitania esattamente dove Il riscatto di Ender l'aveva lasciata: il Congresso Stellare ha inviato una flotta armata con lo stesso ordigno che aveva cancellato il pianeta degli Insettori, e sul pianeta convivono tre specie intelligenti tenute in vita da un equilibrio che nessuno controlla davvero. Il centro del problema è la descolada, il virus che riscrive il genoma di ogni organismo di Lusitania. È l'idea scientifica più forte del libro: senza il virus i pequeninos non potrebbero completare il loro ciclo vitale, con il virus gli esseri umani sono destinati a morire. Distruggerlo significa commettere uno xenocidio, lasciarlo agire significa rischiarne un altro. Card costruisce così un dilemma senza uscita pulita, e la domanda su cosa renda una forma di vita degna di essere protetta attraversa tutto il romanzo. La novità più riuscita è Sentiero, un mondo di cultura cinese dove alcuni individui, gli "illuminati dagli dèi", sono costretti a rituali compulsivi che interpretano come segno divino. Han Qing-jao, brillante e devota, e la sua serva Si Wang-mu sono i personaggi migliori del libro, e la rivelazione sull'origine di quella devozione è una delle pagine più amare dell'intera saga: una riflessione sulla fede usata come strumento di controllo che non si limita a smascherarla, ma mostra quanto costi rinunciarvi. Il prezzo è la struttura. Gran parte del romanzo è fatta di conversazioni lunghissime, spesso teologiche o metafisiche, e la famiglia Ribeira ripete conflitti già esplorati nel volume precedente. Il finale introduce una svolta concettuale che cambia le regole dell'universo narrativo, affascinante ma liquidata in fretta, e lascia molti fili aperti per il capitolo successivo. Più denso e meno compatto dei due libri precedenti, va letto subito dopo Il riscatto di Ender e con Figli della mente a portata di mano: da solo resta un romanzo a metà.

Copertina di Il Quadro Segreto di Leonardo
Thriller Storico

Il Quadro Segreto di Leonardo

Fabio Delizzos

Delizzos mette Leonardo da Vinci al centro di un thriller ambientato a Roma nel 1516, e la scelta della data è più accurata di quanto sembri: Leonardo trascorse effettivamente gli anni romani sotto la protezione di Giuliano de' Medici, alloggiato in Belvedere, occupandosi di studi anatomici e ottici più che di pittura, e in un clima di sostanziale emarginazione rispetto a Raffaello e Michelangelo. Il romanzo sfrutta bene questo Leonardo tardo e appartato. Le sale anatomiche, gli studi sul corpo umano condotti in condizioni di semi-clandestinità e i sospetti della curia non sono invenzioni: le dissezioni gli furono effettivamente contestate. Un investigatore che osserva, misura e disegna prima di concludere è inoltre una scelta coerente con il personaggio storico. Il cardinale Bibbiena, letterato e uomo di curia realmente attivo in quegli anni, funziona come committente ambiguo, e la Roma di Leone X — cantieri, denaro, corruzione, teologia usata come strumento — è un ottimo scenario per un intrigo. La parte più debole è il personaggio di Honda e i suoi poteri straordinari, che spostano il romanzo verso un registro fantastico mal amalgamato con la ricostruzione storica; e il salto finale ai giorni nostri è un espediente ormai molto abusato nel genere, qui usato senza particolare necessità. Ritmo sostenuto, enigmi ben congegnati, documentazione superiore alla media del filone. Consigliato a chi ama i thriller costruiti attorno all'arte, accettando qualche concessione al soprannaturale.

Copertina di Vendetta a freddo
Thriller

Vendetta a freddo

Lee Child

Undicesimo capitolo, e l'unico in cui Reacher lavora stabilmente in squadra. Il meccanismo d'innesco è splendido nella sua semplicità: sul suo conto compare un versamento di 1030 dollari. Non è denaro, è un messaggio — dieci-trenta, il vecchio codice radio della polizia militare che significa emergenza — e a mandarlo è Frances Neagley. Uno degli ex membri dell'unità speciale è stato ucciso e gettato da un elicottero. Altri risultano irreperibili. Reacher e i superstiti si ricompongono per capire chi li sta eliminando, e il romanzo diventa una storia sul gruppo più che sull'individuo. È una variazione che paga. Reacher senza legami è il presupposto della serie; qui Child mostra l'unico legame che il personaggio riconosce ancora, quello dell'unità che comandava, e lo fa senza sentimentalismo: i vecchi commilitoni si ritrovano, riprendono i ruoli di allora, si prendono in giro, e nessuno ha bisogno di spiegare perché sia venuto. La frase che regola tutto — non si tocca l'unità speciale — funziona come codice morale ed è il vero motore del libro. L'indagine, che parte da uno schema di numeri apparentemente casuali, è tra le più solide del ciclo, e Los Angeles offre un'ambientazione diversa dal solito. Il limite è l'antagonista, funzionale ma anonimo, e un finale che risolve con la forza ciò che l'indagine aveva impostato con intelligenza. Uno dei Reacher più riusciti della seconda decade, e il migliore per chi vuole vedere il personaggio in relazione con qualcuno.